Casa: mutui più convenienti

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Mutui meno cari e conti correnti più remunerativi e secondo l’ultimo rapporto dell’Abi, il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni è diminuito al 3,79%, dal 3,89% di febbraio.
Intanto la Fabi, la federazione autonoma dei bancari, registra al momento la presenza di 1.151 miliardi di euro sui conti correnti degli italiani, in calo dal 2023 al 2022 del 3,6%: fanno 43 miliardi di euro in meno.

I correntisti, evidentemente, hanno attinto alle loro riserve per far fronte al caro-vita

La buona notizia è che oggi con 5.000 euro sul conto corrente si guadagnano fino a 18,2 euro l’anno (a Trento e Bolzano). L’asticella però a Roma scende a quota 13 euro, si abbassa a 10 euro ad Ancona e precipita a 6,5 euro a Napoli.

Tornando ai dati dell’Abi sui mutui, il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 5,26%, dal 5,34% di febbraio e dal 5,45% di dicembre. Il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è sceso al 4,79%, dal 4,80% del mese precedente.

Ma l’Abi registra anche un calo sui tassi di mercato nei primi 10 giorni di aprile. Nella prima decade del mese in corso, infatti, il tasso sui Btp è stato in media del 3,78%, in diminuzione di 121 punti rispetto al massimo registrato a ottobre 2023.

Il tasso Irs a 10 anni (molto usato nei mutui) è stato in media del 2,68%, in diminuzione di 84 punti rispetto al massimo registrato a ottobre 2023.

E ancora. Il tasso sui Bot a sei mesi è stato in media del 3,67%, in discesa di 38 punti rispetto al massimo registrato a ottobre 2023. Infine, l’ Euribor a 3 mesi è stato in media del 3,89%, in calo di 11 punti rispetto al massimo registrato a ottobre.

Il rapporto mensile dell’Abi fotografa poi un aumento della raccolta: cresce sia quella indiretta, sia quella diretta. Per la raccolta indiretta si rileva un incremento di circa 218 miliardi tra febbraio 2023 e febbraio 2024. A marzo 2024 la raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, è cresciuta rispetto a un anno prima del 18,5% (+17,9% nel mese precedente). Conseguentemente, i soli depositi, nelle varie forme, sono scesi a marzo dello 0,3% su base annua. La Fabi come detto denuncia invece le disparità territoriali nella remunerazione dei conti correnti, indicando le regioni più penalizzate. Con il segretario Lando Sileoni che dice: Sud sfavorito rispetto a Nord e Centro Italia.

Nel rapporto sulle remunerazioni della Federazione autonoma bancari italiani si legge che da Nord a Sud «non ci sono le stesse opportunità di guadagno per i risparmi delle famiglie italiane, infatti la media nazionale del tasso d’interesse praticato dalle banche alla clientela per un conto corrente fino a 50 mila euro, a fine 2023, era dello 0,21%, ma nelle venti Regioni del Paese si riscontrano livelli assai diversi». Sileoni è netto: «Gli sforzi che fa un correntista a non veder remunerato il proprio risparmio sono ancora più grandi per le famiglie che vivono al Sud, già colpite dalla sperequazione lavorativa ed economica. I troppi soldi che dormono in banca rappresentano una parte importante della ricchezza del Paese».

Un quinto della liquidità degli italiani si trova in Lombardia

Alla fine dello scorso anno i correntisti residenti nella regione avevano, in totale, 234,4 miliardi. Seguono il Lazio con 120,9 miliardi e il Veneto con 105,4 miliardi, il 10,5% e il 9,2% delle riserve italiane. Fuori dal podio l’Emilia Romagna (8,5%), il Piemonte (7,8%), la Campania (7,6%) e la Puglia (5,3%).

Fonte www.ilgazzettino.it

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