Contrattazione collettiva, parità di genere e sicurezza: la via della crescita?

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Nel 2021, secondo Eurostat, il tasso di occupazione italiano è stato del 58,2%, oltre 10 punti in meno rispetto alla media europea. La situazione peggiora ulteriormente considerando l’occupazione femminile che nel 2021 si è fermata sotto il 50%, 14 punti in meno rispetto alla media europea.

Milano, 1 dicembre 2023. Il convegno, svoltosi presso Palazzo Pirelli, si è focalizzato su tre grandi argomenti: parità di genere nelle aziende, sicurezza sui luoghi di lavoro, contrattazione collettiva e salario minimo.

Grande soddisfazione da parte del presidente di Enbital, Paolo Provino e del segretario nazionale operativo di Filap, Angelo Colitti: “accogliamo con piacere l’interesse mostrato da Regione Lombardia e dagli ospiti intervenuti su argomenti di così grande rilevanza sociale. Siamo convinti che la ricchezza della nostra nazione sia da rinvenire nel binomio azienda e lavoratori. Ma perché la macchina funzioni è necessaria l’introduzione di norme più incisive. Abbiamo la necessità di trovare “la via per la crescita”. Sono i lavoratori a chiederlo, sono le aziende a gridarlo a gran voce, è la nostra Italia ad averne bisogno”.

“I salari dei lavoratori italiani, ha dichiarato Federico Romani, Presidente del Consiglio di Regione Lombardia, sono praticamente bloccati da oltre 30 anni: l’Italia è l’unico Paese dell’Unione europea che ha salari più bassi rispetto al 1990. Di fronte a questi dati dobbiamo immaginare una strada nuova. Non si può abolire la povertà per decreto, non si può creare lavoro per decreto, non si possono aumentare i salari per decreto. Sono le aziende e i lavoratori che fanno la ricchezza di una nazione. La via della crescita passa solo dallo sviluppo economico: il nostro Paese deve riprendere con forza la strada della produzione. Pandemia, guerra in Ucraina e in Medio Oriente, crisi energetica hanno segnato il fallimento della globalizzazione. Il lavoro, ha concluso Romani, è la strada, ma deve essere una strada da percorre in sicurezza. In media ogni giorno muoiono due/tre persone mentre lavorano. Tutti i giorni. Nelle fabbriche, nei campi, nei cantieri edili, su mezzi di trasporto, negli ospedali, per strada. Un bollettino di guerra. Una guerra silenziosa, inarrestabile. Abbiamo bisogno di normative più incisive e innovative per rispondere a un mercato del lavoro in continua evoluzione, ma non basta. Bisogna iniziare un percorso per far crescere una cultura della sicurezza sul lavoro secondo un modello di intervento che coniughi prevenzione e controllo. Per rispondere a questo cambio di prospettiva dobbiamo essere capaci di mettere soluzioni sotto forma di visioni innovative, idee, progetti e contributi originali. Serve un nuovo grande patto per l’Italia: innovazione, formazione, infrastrutture fisiche e tecnologiche, digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, sostenibilità ambientale, competitività delle imprese e coesione sociale. Questi grandi temi sono il “terreno comune” su cui siamo chiamati a lavorare. Se la strada per il futuro sarà chiara, se riusciremo a definire una “visione” comune, allora sapremo di aver trovato “la via della crescita” Filo conduttore dell’incontro, la contrattazione collettiva e come i CCNL possano e debbano risolvere annose questioni aperte da anni. Si è poi trattato il tema della parità di genere in azienda attraverso il contributo dell’assessore all’istruzione e al lavoro di Regione Lombardia e della neoeletta Presidente del Consiglio delle Pari Opportunità, dottoressa Luce Meola. Ogni anno l’Agenzia europea per l’uguaglianza di genere (European Institute for Gender Equality – EIGE) aggiorna il Gender equality index che misura lo stato della parità tra uomini e donne. Il rapporto è costruito su diversi indicatori divisi in sette grandi capitoli: tempo, denaro, educazione, potere, salute, lavoro e violenza. L’indice 2023 non riserva grandi sorprese, o meglio non per l’Italia. La buona notizia infatti è che in Europa le donne nel complesso stanno meglio e si registra il miglioramento annuale più ampio da quando esiste l’indice. Su un massimo di 100 l’Unione registra una media di 70,2. Mentre la cattiva è che l’Italia rimane al di sotto della media, lontana dagli altri stati del G7 e del G20, in compagnia di Ungheria, Polonia, Romania, paesi non proprio paladini delle pari opportunità. L’Italia si conferma fanalino di coda per occupazione e anche per qualità del lavoro delle donne. Ossia: le donne lavorano poco e quando lavorano hanno contratti, paghe, orari peggiori. Sul tema del salario minimo è intervenuta l’avvocato Antonello Lo Sinno dello studio Legale Daverio&Florio. E’ intervenuto per portare la posizione del CNEL su questa tematica dirimente il Presidente del CNEL, professor Renato Brunetta.

Il tema centrale emerso e sul quale sarà necessario focalizzare l’attenzione, a partire dai prossimi mesi e nei prossimi anni, è che l’unica soluzione ad oggi possibile per risolvere le problematiche in oggetto (equità salariale e parità di genere, sicurezza sul lavoro e salario minimo) è l’applicazione corretta dei contratti collettivi nazionali. Ciò che manca, ora, è l’inserimento nei ccnl di norme veramente funzionali per le aziende. Si tratta quindi di capire come estendere le migliori pratiche di contrattazione alla generalità del lavoro. Il CNEL, dunque, dissente dall’introduzione di un salario minimo in favore del sistema di contrattazione collettiva. Non è possibile tralasciare il discorso sicurezza sui luoghi di lavoro: tematica di così fondamentale importanza che in Regione Lombardia è stata istituita la commissione d’inchiesta Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro. Molti CCNL fanno riferimento a Enbital come ente bilaterale, e alla relativa iscrizione da parte dei datori di lavoro, i quali spesso non sanno esattamente a cosa serva e come poterne sfruttare le possibilità.
Gli enti bilaterali rappresentano uno strumento di confronto tra lavoratori e datori di lavoro e finanziano tutti i servizi della bilateralità come la mutua, la formazione continua del personale e la certificazione della salute, sicurezza dei lavoratori e parità di genere in tutte le aziende iscritte.

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