MORTI SUL LAVORO, PRESIDENTE ENBITAL: “NON SI PUÒ RISPARMIARE SULLA SICUREZZA”

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Tre morti al giorno sul lavoro. Questo è il Il tragico bilancio degli incidenti mortali che conta già 910 vittime nei primi 9 mesi dell’anno, secondo gli ultimi dati sulle denunce presentate all’Inail. Un numero in calo (-1,83%) rispetto alle 927 vittime registrate nel medesimo periodo del 2020.

In aumento, nel complesso, risultano le denunce di infortunio presentate tra gennaio e settembre 2021 all’istituto, che sono state 396.372, l’8,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2020.

Nel 2020 i casi mortali denunciati sono stati 1.538 (+27,6% rispetto al 2019), un numero fortemente influenzato dall’emergenza Covid-19. Ma se da un lato diminuiscono le denunce per infortunio da “contagio” dall’altro tornano a salire gli infortuni “tradizionali”, rispetto al 2020 segnato dalle limitazioni dovute alle misure di contrasto al covid. In risalita anche gli infortuni in itinere, ovvero quelli avvenuti durante il tragitto casa-lavoro.

L’INTERVENTO DI ENBITAL

“Contro questa strage silenziosa servono i fatti”– commenta il presidente nazionale di ENBITAL, dott. Paolo Provino. “Il ruolo che ENBITAL si propone di ricoprire è quello di primo attore nella tutela e salvaguardia di aziende e lavoratori, garantendo a questi ultimi un aiuto reale nelle funzioni pratiche ed applicative inerenti la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro”.

Fonte: Redazione

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