RECOVERY PLAN: IL CEO DI “OBIETTIVO SVILUPPO” SULLE PROSPETTIVE DI CRESCITA LEGATE AL RECOVERY FUND

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A cura di Gabriele Ciancitto

Il 16 dicembre scorso il Parlamento europeo ha dato il via libera al pacchetto economico concordato con il Consiglio il 10 novembre 2020, che comprende gli stanziamenti destinati a finanziare il Recovery Fund per il periodo 2020-2027.

Il CEO di Obiettivo Sviluppo
Emanuele Fedeli

Dei 750 miliardi di euro messi in campo dall’Europa, all’Italia spetteranno circa 209 miliardi (tra sussidi e prestiti) e il non facile compito di individuare i progetti strategici che tradurranno gli aiuti europei in concreta crescita economica. Ci si aspetta, infatti, che il piano Marshall europeo possa produrre una crescita di circa 2,3 punti percentuali alla fine del 2021.

Ne parliamo con Emanuele Fedeli, Founder & CEO di Obiettivo Sviluppo, agenzia specializzata in euro-progettazione e gestione di fondi europei e nazionali.     

C. – Dr. Fedeli, secondo una recente indagine condotta dal Sole24Ore sull’utilizzo dei fondi europei 2014-2020, il nostro Paese ha ricevuto qualcosa come 44,6 miliardi di euro (un euro su dieci è finito in Italia), movimentando investimenti pubblici per più di 632 miliardi di euro. Nonostante ciò, siamo uno di quei paesi che ogni anno è costretto a restituire parte dei fondi ricevuti perché non utilizzati; un lusso che non possiamo più permetterci di questi tempi. A cosa è dovuta la difficoltà a sfruttare queste risorse?

F. – Premetto che il 1 gennaio 2021 sarà (o per meglio dire, dovrebbe essere) operativo il nuovo ambizioso programma settennale denominato Horizon Europe (2021 – 2027), che succederà al programma Horizon 2020 (2014 – 2020). Ci troviamo quindi in un ottimo momento temporale per quanto riguarda i progetti di finanza agevolata. Molte imprese in questi anni si sono avvicinate al mondo della finanza agevolata e non poche di esse hanno trovato difficoltà a confrontarsi con procedure lunghe e complesse che, ahimè, scoraggiano gli imprenditori a imbarcarsi in questo tipo di iniziative. Inoltre, le difficoltà possono essere di diversi tipi e diverse a seconda che si tratti di finanziamenti diretti o indiretti, cioè erogati direttamente dalla Commissione europea oppure dagli enti territoriali attraverso bandi destinati a finanziare specifici progetti. Per entrambe le tipologie però si può dire che la difficoltà maggiore è legata alla creazione di un progetto che possa soddisfare i criteri stabiliti dalla Commissione e dagli enti territoriali per la concessione delle agevolazioni. Molto spesso, infatti, i progetti che vengono premiati con i finanziamenti sono quelli che prevedono modelli organizzativi che permettono uno sfruttamento efficiente ed efficace delle risorse e la collaborazione di diversi enti partner, in network che sempre di più assumono dimensione transnazionale. Per queste ragioni è aumentato il lavoro delle agenzie come Obiettivo Sviluppo, che negli ultimi vent’anni ha aiutato molti imprenditori ad implementare la propria attività attraverso una consulenza specializzata, volta alla ideazione e realizzazione di progetti che possano ottenere il benestare delle istituzioni nazionali ed europee all’erogazione dei finanziamenti.

C. – Nel 2021 dovrebbero arrivare i primi fondi per finanziare il “Recovery Plan” italiano, contente gli interventi ritenuti dal governo prioritari ai fini dell’utilizzo delle risorse del Recovery Fund che, al netto dei 127 miliardi di euro stanziati a prestito, mette a disposizione dell’Italia circa 82 miliardi di euro in sussidi. La maggioranza delle risorse sarebbero destinate al settore “rivoluzione verde e transizione ecologica”, verso cui sono stati indirizzati 74,3 miliardi di investimenti, e al settore “digitalizzazione e innovazione”, il secondo più finanziato con 48,7 miliardi di euro.

F.  – Il 2020 è stato un anno molto positivo, nonostante le due ondate di crisi pandemica e relativa crisi economica. C’è stato un aumento significativo delle richieste di informazioni sulle agevolazioni disponibili e studi su progetti avviati da importanti società clienti per l’accesso a bandi storici su industria 4.0, brevetti, internazionalizzazione e digitale. Quindi non possiamo che guardare con molto interesse agli strumenti messi a disposizione dal Governo e dalle Regioni con i decreti “rilancio”, “cura Italia” e “ristori”, ma soprattutto alle risorse che verranno bandite entro aprile 2021 dal MISE e dagli altri enti gestori.

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