CATALFO: “IL CONTRASTO AL CAPORALATO È UN TEMA PRIORITARIO, COSÌ COME LA PROMOZIONE DEL LAVORO REGOLARE E IL LAVORO DIGNITOSO”

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Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha partecipato oggi alla videoconferenza internazionale “La promozione del Lavoro Dignitoso in Agricoltura – Fair work: promoting decent work in agriculture” promossa dal Dicastero assieme all’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), e ha fin dall’inizio posto in rilievo quanto “il contrasto al caporalato è un tema prioritario del Ministero, così come la promozione del lavoro regolare e il lavoro dignitoso, che abbiamo portato avanti con l’approvazione del Piano triennale che prevede azioni specifiche dedicate a prevenzione, vigilanza e contrasto del fenomeno, assistenza e reinserimento socio-lavorativo per le vittime attraverso l’avvio di numerosi progetti”.

L’evento, che rientra tra le numerose iniziative previste dalla campagna #EU4FairWork, ha costituito l’occasione per: approfondire il quadro normativo e le politiche internazionali ed europee per il contrasto allo sfruttamento lavorativo e la promozione del lavoro dignitoso; per discutere il Piano Triennale contro il caporalato in agricoltura e, infine, per illustrare il nuovo piano d’azione europeo per l’integrazione e l’inclusione.

Ad aprire i lavori è stato Romolo de Camillis, Direttore Generale della DG Rapporti di lavoro e relazioni industriali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che nel suo saluto ha sottolineato che il lavoro regolare è al centro dell’agenda politica nazionale e internazionale. Ha ribadito l’importanza della campagna europea di comunicazione nel sensibilizzare imprese e lavoratori al lavoro dignitoso e al contrasto allo sfruttamento che è particolarmente presente in ambito agricolo. Il Direttore ha menzionato il ruolo centrale delle Parti Sociali poiché la sinergia tra i diversi attori rappresenta un “ingrediente insostituibile se si vogliono raggiungere risultati significativi”, ristabilendo diritti che “appartengono al nostro sistema valoriale”.

Nell’ambito del primo panel che ha riguardato l’analisi del quadro normativo e delle politiche internazionali, è intervenuta Elodie Fazi, della Direzione Generale occupazione, affari sociali e inclusione della Commissione Europea. Ha illustrato i benefici della piattaforma europea contro il lavoro non dichiarato, creata nel 2016: la condivisione tra enti, parti sociali e organizzazioni datoriali che ha creato un network di fiducia accelerando la collaborazione tra gli Stati membri sulle misure che vengono adottate. “I fondi europei aiutano i paesi europei e – ha concluso – siamo certi che l’Italia avrà un ruolo fondamentale nel supportare l’Autorità Europea del Lavoro per trasformare il lavoro sommerso in lavoro dichiarato”.

È seguito l’intervento di Alessandro Apolito – Dirigente della Confederazione Nazionale Coldiretti, che ha messo in luce l’importanza della filiera, quale elemento centrale nel contrasto allo sfruttamento, dal produttore agricolo al consumatore. In particolare, quest’ultimo deve essere sensibilizzato al consumo di qualità, perché il sottocosto si ripercuote negativamente sulle aziende. Le scelte del consumatore indirizzano tutta la filiera. Dopo l’organizzazione datoriale, è stata la volta delle parti sociali, con Giovanni Mininni, Segretario nazionale FLAI CGIL, che si è fatto portavoce di tutte e tre le confederazioni sindacali. Ha precisato che non tutta l’agricoltura è fatta di sfruttamento e lavoro nero, e bisogna sostenere “un’alleanza per uscire dalla situazione di diffusa legalità”. Ha lanciato un appello alle istituzioni per aumentare gli sforzi al fine di migliorare la rete del lavoratore agricolo di qualità perché è all’interno delle sezioni territoriali che vengono decisi i piani di intervento.

Entrambi le parti hanno apprezzato il Piano Triennale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura, introdotto e presentato da Tatiana Esposito, Direttore Generale della DG Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro. “L’obiettivo del Piano è quello di individuare la composizione della forza lavoro in agricoltura, l’incidenza del lavoratore straniero che è quasi raddoppiata, e la tipologia dei rapporti di lavoro, prevalentemente a tempo determinato”. I dati Istat mostrano un tasso di irregolarità più alto rispetto che in altri settori lavorativi. Definito “bussola per l’azione”, il Piano Triennale attua la sua strategia lungo tre direttrici: la costruzione di un piano informativo per conoscere a fondo il fenomeno; l’adozione di soluzioni di sistema nel medio e lungo periodo atte al contenimento; la gestione di situazioni emergenziali.

Simone Marino della Direzione Generale per il supporto alle riforme strutturali, della Commissione Europea, ha chiarito l’importanza di “un mercato legale di offerta e domanda di prestazioni lavorative, la necessità di costruire una rete per la presa in cura delle persone sfruttate e la sfida a combattere culturalmente il caporalato con azioni concrete e collaborando a livello locale”.   

“La costruzione di un piano informativo non si limita alla lotta al caporalato ma ha l’ambizioso obiettivo di pianificare, gestire e monitorare il mercato del lavoro agricolo”, ha precisato Grazia Strano, Direttore Generale della DG dei Sistemi informativi, dell’innovazione tecnologica, del monitoraggio dati e della comunicazione del Ministero del Lavoro. Durante il suo intervento, ha illustrato gli sforzi e il lavoro svolto per conoscere il settore e gli interventi da mettere in campo. Il piano informativo prevede di “definire la composizione della forza lavoro e conoscere i datori di lavoro a cui la manodopera si rivolge. Questo permette di identificare e prevenire i fenomeni di sfruttamento”. Il Direttore ha poi spiegato i passi per attuare il suddetto piano: identificare le fonti informative mettendo insieme dati amministrativi e dati statistici, grazie alla collaborazione con INL, ANPAL, INPS, INAIL, Ministeri dell’Interno, dei Trasporti, delle Politiche Agricole e ANCI; mettere a disposizione di tutti i dati dei fornitori; costruire mappe di rischio utili agli organi di vigilanza per attività di intervento più mirate ed efficaci; fungere da collettore nel fornire informazioni aggregate ai diversi soggetti. Su quest’ultimo punto, ha sottolineato l’importanza del patrimonio informativo, presentando il Sistema come un “hub”, reso disponibile e utilizzato da tutti: “è un valore se condiviso, altrimenti diventa fine a se stesso”.

Orazio Parisi, Direttore Centrale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ha illustrato le azioni di vigilanza sui territori per la prevenzione del caporalato, le task force multi-agenzia, i risultati raggiunti, precisando che “l’azione di vigilanza non è più solo repressiva con il risultato che i migranti denunciano spontaneamente le irregolarità. Bisogna migliorare la presa in carico dei lavoratori irregolari ed è necessario che le istituzioni non lavorino singolarmente per contrastare efficacemente il fenomeno dello sfruttamento lavorativo”.

A seguire, Laurence Hart, Direttore dell’ufficio di coordinamento per il Mediterrano – OIM, ha parlato dell’importante ruolo assunto dai mediatori culturali che costruiscono un rapporto di fiducia con i lavoratori migranti per far emergere situazioni di criticità: “Sono fonte unica di informazioni, punti di riferimento nei territori per l’attivazione dei meccanismi di tutela a favore dei lavoratori”.

Caterina Amicucci, del Consorzio Nova, ha posto l’accento sui risultati del progetto #SuPrEme che si inserisce nell’ambito del Piano Triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato. Sul tema, ha ricordato che “il progetto, con una dotazione finanziaria di 33,6 milioni di euro, sostiene interventi urgenti negli insediamenti informali esistenti, attività ispettiva, interventi sanitari, ricerca e mappatura”.

Il Direttore dell’Ufficio OIL per l’Italia e San Marino, Gianni Rosas, ha evidenziato che l’Organizzazione Internazionale del Lavoro dalla sua costituzione ha chiesto agli Stati di intervenire per assicurare un lavoro dignitoso che riconoscesse i diritti sul lavoro; ha sottolineato, inoltre, che “il Piano triennale italiano è uno strumento d’avanguardia che può fare da apripista per lo sviluppo di sistemi più integrati e comprensivi anche in altri Paesi”.

Laura Corrado, Capo dell’Unità responsabile per la migrazione legale e l’integrazione della Commissione Europea, ha illustrato il nuovo piano d’azione europeo per l’integrazione e l’inclusione. “Si tratta di un piano più ampio rispetto a quello del 2016 – ha spiegato – che si sviluppa in 4 azioni: educazione e formazione, accesso al mercato del lavoro, promozione dell’accesso ai servizi sanitari, accesso ad alloggi adeguati”.

Il Ministro Catalfo, soffermandosi sull’impegno del Dicastero per affrontare e contrastare il fenomeno, ha affermato che il 5 novembre scorso è stata lanciata una call con l’ILO che ha premiato numerosi soggetti che si sono distinti per la promozione del lavoro dignitoso e regolare in agricoltura. “Sono arrivate circa 110 proposte, che saranno vagliate da un gruppo di esperti. Tutto ciò testimonia la crescente consapevolezza dell’importanza di sostenere una filiera agricola equa a vantaggio di tutta la società. Nell’ambito del progetto Su.Pr.Eme. Italia è partita un’altra iniziativa che ha l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sul tema dello sfruttamento lavorativo in agricoltura delle persone migranti, della legalità, dell’accoglienza e della giustizia sociale”.

“Questa mattinata – ha proseguito il Ministro – è stata principalmente dedicata allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, ma siamo consapevoli che il fenomeno interessa anche altri settori, come l’edilizia, il tessile e la logistica, nei quali stiamo agendo con iniziative e interventi mirati. L’intento è quello di neutralizzare l’azione del caporale che interviene nell’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro, a tal proposito raccogliendo le istanze delle parti sociali, abbiamo creato un’app a livello nazionale: Resto in campo. Naturalmente sono azioni che vanno rafforzate e l’impegno del Ministero del Lavoro continuerà anche all’interno dei temi trattati dal G20.

Concludendo il suo intervento, Catalfo ha ringraziato tutti per il lavoro svolto e si è complimentata con il dottor Lorenzo Spadavecchia, che nel corso dell’evento ha ricevuto una borsa di studio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, istituita in collaborazione con l’Ufficio OIL per l’Italia e San Marino, come premio alla tesi di laurea nelle materie attinenti alle finalità dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

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