Coronavirus: il timore, tra gli esperti, di una seconda ondata.

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A cura di rosario Mancino

La lotta al Coronavirus non si è ancora conclusa. Continua, infatti, il confronto tra gli esperti secondo cui, la seconda ondata dell’epidemia di coronavirus potrebbe arrivare a ottobre. Tra le interviste più in vista c’è quella di Francesco Le Foche, responsabile del day hospital di immunologia infettivologia all’Umberto I di Roma, che su diversi quotidiani nazionali ipotizza una nuova ondata in autunno: « Il virus deve avere il tempo di rialzare la testa dopo essere stato fermato dal lockdown. A luglio verosimilmente la circolazione sarà ancora più ridotta – spiega l’immunologo – Non credo che l’epidemia sarebbe già in grado di riprendersi proprio per il limitato spazio temporale, Sposterei l’arrivo della seconda ondata a dicembre, con il freddo». L’emergenza dei mesi scorsi dovrebbe rimanere un unicum. Secondo gli esperti non torneremo a vivere un’esperienza tragica come accaduto nelle Zone Rosse, ma la seconda ondata ci sarà e sarà prodotta da una forte influenza che è una malattia seria, non dimentichiamolo, con complicanze importanti ed esiti mortali. «Troviamo sindromi meno aggressive nei nuovi pazienti» Il coronavirus, ipotizzano gli immunologi, è diventato meno “cattivo”. I nuovi pazienti stanno abbastanza bene tanto che si potrebbe pensare a una nuova espressione di malattia da chiamare simil-Covid. Sintomi lievi, febbriciattola che non se ne va per giorni. Ma il tampone resta negativo in quanto la carica virale è bassa e la positività non viene rilevata. Questo per gli esperti è dovuto al tentativo del Virus di sopravvivere all’estate: « Il virus può aver trovato la coabitazione con la cellula umana che ha infettato. Una convivenza pacifica che si è instaurata col lockdown. Il suo interesse ora è diventato quello di non uccidere l’ospite, perché deve sopravvivere e non ha interesse a ucciderlo». Per questo è obbligatorio tenere alta la guardia, evitando deroghe alla disinfezione degli ambienti, sia al lavoro, sia nei luoghi pubblici, sia a casa. «L’eliminazione progressiva data dalla disinfezione periodica – spiega Giovanni Pomes, titolare della Multiservice Ambrosiana, società lombarda leader della sanificazione di ambienti e climatizzatori – è l’unico modo per ridurre lo spazio vitale del virus ».