Riapertura: cosa manca, cosa serve

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A cura di Francesca Giarmoleo

Francesca Giarmoleo
Federterziario Monza e Brianza

Oggi la riapertura delle attività in Lombardia è partita con la certezza da parte delle aziende che termometro, disinfettanti, mascherine e Sanificazione saranno un costo che inciderà per lungo tempo sull’attività aziendale.
Il recupero tramite credito d’imposta riduce il costo ma non lo elimina.
Ma non è questo il problema principale.
I costi che gravano pesantemente sulle imprese sono quelli legati alla contrazione del fatturato causato dagli scaglionamenti degli ingressi dei clienti. Un negozio, un ristorante, un bar che prima del Covid serviva 100 clienti al giorno oggi ne riuscita a servire solo 50 per rispettare i protocolli sulle distanze ed il contenimento. Questo vuol dire un rischio concreto di perdita del 50% di fatturato e quindi del margine utile a pagare le spese fisse: affitto, dipendenti, utenze.
Ecco cosa manca a chi oggi ha tirato su la serranda: sapere come contenere le spese fisse o come recuperare quella perdita di fatturato.
Ecco cosa serve: intervenire sugli strumenti che permettano di recuperare clienti e vendite al di fuori del tradizionale “spazio” del negozio ed una completa detassazione dei “nuovi” spazi che bar e ristoranti potrebbero mettere a disposizione della propria attività per aumentare il numero dei clienti.
Senza la possibilità di un conto economico sostenibile, senza cioè la garanzia di poter ripagare le spese della gestione ordinaria, saranno sempre meno le serrande che reggeranno l’urto di un nuovo modo di fare impresa ai tempi del Covid.