Commercio: la Fase 2 deve garantire sicurezza sul lavoro ad aziende e lavoratori

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La fase 2 sarà la prova più importante per l’Italia perché sarà la fase dalla quale dipenderà l’uscita dalla Pandemia o ila possibile ricaduta nell’emergenza Covid-19.

Ne parliamo col presidente di ENBITAL, Ente Nazionale Bilaterale Italiano, dott. Paolo Provino.

Paolo Provino – Presidente Enbital

I negozi lottano contro la crisi cercando di adeguarsi ai livelli di servizio e alle modalità di comunicazione proposte con successo dai giganti dell’e-commerce e dalla grande distribuzione, finora senza troppa fortuna. È questa l’occasione per una rivoluzione commerciale?

“Un evento così catastrofico come la pandemia di coronavirus potrebbe- riflette il Presidente Provino – portare un nuovo paradigma commerciale per i piccoli esercizi facendo leva su uno strumento innovativo eppure antico, l’home delivery, e utilizzando lo strumento dei marketplace, luoghi digitali aggregati per mettere a valore la relazione con il cliente. In questo, strutture come ENBITAL possono essere da supporto alle imprese per la rivoluzione digitale”.

Il canale e-commerce è sotto pressione. Già il 75% degli utenti di Internet hanno dichiarato che non si recheranno nei centri commerciali e il 50% eviterebbe i negozi in generale. Alcuni ordini in America subiscono forti ritardi a seconda del luogo e della merce. E in Italia?

“Con numeri assoluti più contenuti, anche in Italia la crescita della GD nella settimana dal 16 al 22 marzo è stata del +5,4% come media nazionale rispetto ai dodici mesi precedenti, nel Nordest +5,9%, nel Sud (+5,8%), stabili il Nordovest (+0,3%) e il Centro (-0,5%). Per evitare le lunghe code davanti ai supermercati, e una possibilità di contagio, in molti hanno provato con le ordinazioni online che, nello stesso periodo, hanno subito l’incremento del 142,3%, in rialzo di 45 punti percentuali rispetto al trend della settimana precedente.

In Italia, negli ultimi anni, la GDO italiana ha scommesso poco sull’home delivery. Finora il tasso di penetrazione degli acquisti online food and grocery sul totale del settore, secondo Mediobanca è di poco superiore all’1%. Cosa fare per coniugare esigenze di mercato e sicurezza sul lavoro?

“Esselunga – spiega Provino – dichiara vendite online per il 2,1% del fatturato, mentre Coop Alleanza 3.0 tocca appena lo 0,03% delle vendite. Ma i dati che arrivano dagli operatori sono ancora pochi e insufficienti. La ripartenza potrebbe avere nell’home delivery la garanzia di nuovi posti di lavoro, soprattutto alla luce delle difficoltà di garantire distanze e sicurezza al di fuori degli spazi di lavoro”.

D’altra parte numerosi esercizi commerciali sono stati costretti a chiudere mentre le botteghe di quartiere rimaste aperte stanno incrementando le attività.

E le attività di prodotti per animali, ristoranti, panifici, fruttivendoli, salumerie, pescherie, gelaterie, erboristerie, edicole, pasticcerie, casalinghi, librerie, negozi di elettronica, enoteche, bar, negozi di accessori, cura della persona, prodotti per bambini ?

“Nomi importanti del Made in Italy – spiega Provino – operanti in prevalenza nel comparto del lusso, godrebbero di una autorizzazione specifica per riavviare l’attività, mentre per altre c’è grande incertezza. Il Governo deve riprendere in mano la gestione della politica economica definendo con la massima urgenza e chiarezza, tempi e principi tesi a garantire la sicurezza cui attenersi per consentire all’Italia di riavviare i motori.

In tempi tanto drammatici come quelli che stiamo vivendo la linea di comando deve essere veloce, corta e non mostrare incertezze. se tutti lavoreremo insieme ce la faremo. ENBITAL in questa battaglia c’è e sta facendo la sua parte”.