Professione Bodybuilder: come la passione diventa lavoro

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Emanuele D’Agostino

Intervista per Fare Italia a cura di Lisa Ruscitti

Questo articolo vuole affrontare alcune tematiche che riguardano una disciplina in continua crescita: il Bodybuilding. Per farlo ho intervistato un caro amico, nonché personal trainer, preparatore agonistico e grande atleta, Emanuele D’Agostino. Dopo essersi dedicato per anni allo studio e alla formazione per diventare un professionista nel settore del culturismo, nel 2012 ha iniziato la carriera da atleta, vincendo man mano numerose gare e competizioni come il Campionato Italiano nel 2017, piazzandosi al secondo posto sempre nello stesso anno, al prestigioso “Trofeo due Torri” e al “Mr. Universo”, sino a guadagnare una splendida medaglia d’argento all’ultimo campionato del Mondo tenutosi a Kiev a Giugno 2019.

Ecco la mia intervista per voi!

Ciao Emanuele, per prima cosa spiegaci cos’è per te il bodybuilding.

Il bodybuilding è una disciplina che nasce da uno “stile di vita” attraverso il quale si ha come fine ultimo il cambiamento del proprio corpo ma non necessariamente finalizzato alla competizione sportiva; ci sono persone, per esempio, che praticano bodybuilding allenandosi in un certo modo, mangiando in un certo modo, integrando in un certo modo senza avere come obbiettivo finale l’esibizione sul palco; lo fanno semplicemente per loro stessi.

Quali caratteristiche dovrebbe avere un atleta per affrontare, praticare o eccellere in questa disciplina?

Sicuramente la prima è la genetica! purtroppo questo non è uno sport per tutti, in quanto sono necessarie delle doti fisiche senza le quali lo si può praticare in maniera ricreativa ma con scarsi risultati dal punto di vista “competitivo”; il secondo aspetto è l’approccio mentale: ci possono essere atleti con una grande dote genetica ma con scarsa propensione al sacrificio, al duro allenamento e al rispetto della dieta… questa incapacità, nonostante le qualità fisiche, compromette notevolmente il risultato finale. A volte, infatti, un atleta con una forte propensione al sacrificio e alla disciplina può batterne uno geneticamente più dotato.

Quale può essere il peggior errore che un atleta alle prime armi può fare in questo sport?

Volere tutto e subito! È uno degli errori ricorrenti che compiono gli atleti alle prime armi. Questo sport non è uno sprint ma è una lunga maratona con una durata di anni e anni… riportando il mio personale esempio, io ho iniziato a praticare bodybuilding circa 12 anni fa, gareggiando poi con un peso di circa 85 kg; oggi gareggio con lo stesso peso ma con una composizione corporea totalmente diversa, con dei volumi totalmente diversi e una qualità muscolare totalmente diversa! Guardando la bilancia si potrebbe pensare che non sono stati fatti progressi, ma guardando lo specchio la cosa è totalmente differente!

C’è differenza tra la preparazione maschile e quella femminile nel Bodybuilding?

È totalmente differente! Non tanto nell’allenamento perché la fisiologia umana è una, pertanto sia nell’uomo sia nella donna i meccanismi di crescita muscolare sono gli stessi. Sicuramente possono esserci donne con assetti ormonali non proprio favorevoli alla crescita muscolare o propense a determinati inestetismi sui quali si agisce attraverso allenamenti specifici… ma la cosa che sicuramente differenzia di più la preparazione tra uomo e donna è l’aspetto alimentare!

Cosa muove un bodybuilder a spingere sempre di più oltre il limite il proprio corpo?

La voglia di vincere. Personalmente è la competizione! Però penso che nella maggior parte dei casi, incide una scarsa percezione di sé! La malattia di cui è affetta la maggior parte dei bodybuilder si chiama vigoressia, si tratta di un vero e proprio disturbo dell’immagine che si ha di se stessi, in base al quale, chi si osserva, pur essendo dotato di muscoli e grandi volumi continua a vedersi sempre troppo “piccolo” e fuori forma.

Dal tuo punto di vista, cosa si può fare per migliorare il culturismo in Italia?

Dargli l’importanza che merita. Purtroppo viviamo in una nazione dove lo sport per eccellenza è il calcio, questo fa sì che le sovvenzioni economiche sono maggiormente investite in quella disciplina! Se gli atleti avessero accesso a determinati fondi, anche magari elargiti dallo stato come accade in molti altri paesi del mondo, sicuramente si riuscirebbe a far conoscere questo sport a più persone e non solo ad una ristretta nicchia di appassionati; ciò potrebbe contribuire anche a modificare la mentalità di un Paese come succede in America, negli Emirati Arabi e in India, dove il bodybuilding è uno sport molto diffuso e apprezzato.

Tre consigli da dare ai lettori che vogliono avvicinarsi a questo sport in termini competitivi, e tre consigli da dare a coloro che lo praticano in maniera ricreativa.

A chi vuole avvicinarsi al mondo agonistico direi di provare innanzitutto a mettersi in gioco, allenarsi per due tre anni sperimentando un certo tipo di alimentazione con costanza, mettersi alla prova testando la propria forza mentale! Avere pazienza! Non aspirare a volere tutto e subito ma apprezzare sempre ogni piccolo miglioramento! Non farsi prendere la mano. Rimanere sempre con i piedi per terra!

Per chi lo pratica in maniera ricreativa direi di affidarsi sempre a preparatori competenti che sappiano guidare nel modo corretto verso il miglioramento fisico e mentale. Di non allenarsi per piacere agli altri ma per migliorare la propria forma fisica allo scopo di piacere a se stessi! E di accettarsi per quello che si è senza rincorrere ideali di perfezione, perché la perfezione non esiste!

…vuoi ringraziare qualcuno?

Ringrazio te per questa opportunità!

E io ringrazio te Emanuele per la tua disponibilità, in bocca al lupo per tutto!

Lisa Ruscitti

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