Corso BLS-D e ruolo del Soccorritore Laico: la formazione a beneficio della collettività

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Ogni cittadino, con un efficace addestramento, può essere un buon primo soccorritore

Nel nostro Paese, ogni anno, perdono la vita circa 70mila persone per morte cardiaca improvvisa: l’Arresto Cardio-Circolatorio (ACC), spesso asintomatico, è infatti responsabile di un numero altissimo di decessi. La sopravvivenza per questo tipo di eventi è molto bassa senza un intervento immediato, poiché la carenza di ossigeno al cervello genera gravi lesioni che possono divenire irreversibili già dopo 4 o 6 minuti. Ci sono però due importanti fattori in grado di evitare il peggio: la rapidità e l’efficacia del soccorso: per questo è necessario che le procedure di base di rianimazione cardio-polmonare diventino un patrimonio di conoscenze comuni e capillarmente diffuse, e che sia opportunamente fruibile un Defibrillatore semi-Automatico Esterno (DAE). 

Rispetto al passato, quando spesso si tendeva a considerare le procedure di primo soccorso appannaggio dei professionisti sanitari, sta prendendo sempre più piede la figura del Soccorritore Laico (non sanitario), ossia del cittadino comune in grado di riconoscere un arresto cardiaco, avvisare tempestivamente il servizio d’emergenza, attuare la rianimazione cardio-polmonare ed usare un defibrillatore. Potenzialmente qualsiasi testimone di un malore cardio-circolatorio, se in possesso dell’attestato operatore BLS-D laico, può determinare la sopravvivenza della vittima. 

Grazie alle nuove leggi, alle campagne informative di prevenzione e alla gratuità di molti corsi, si sente sempre più spesso parlare di BLS-D: ma in cosa consiste concretamente e per quale motivo è tanto importante? Il corso BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation), Supporto di base delle funzioni vitali e defibrillazione precoce, persegue lo scopo di contrastare le morti improvvise rafforzando la capacità di risposta a questo tipo di emergenza sanitaria. 

Le linee guida internazionali per la RCP (Rianimazione Cardio-Polmonare) indicano che la sopravvivenza in caso di ACC dipende dalla corretta realizzazione di una precisa sequenza di interventi, una vera e propria “catena della sopravvivenza” costituita da 4 anelli: 

1) Il “primo anello” si realizza riconoscendo l’arresto cardiaco e chiamando subito i soccorritori qualificati; 2) Il “secondo anello” è caratterizzato dalle manovre di rianimazione cardiopolmonare, che permettono di supportare le funzioni vitali in attesa dell’arrivo del defibrillatore e degli operatori del 118; 3) Il “terzo anello” è costituito dall’esecuzione della defibrillazione; 4) Il “quarto anello” riguarda la gestione avanzata dell’ACC da parte dei professionisti sanitari. 

È importantissimo che le prime tecniche di soccorso, in particolar modo le Compressioni Toraciche Esterne (CTE, ovvero il massaggio cardiaco), siano eseguite immediatamente, poiché rappresentano uno dei principali trattamenti in grado di favorire la sopravvivenza. A questo primo processo si aggiunge l’uso del defibrillatore, che consente di erogare una scarica elettrica stabilita in automatico dal DAE stesso: la defibrillazione permette di arrestare l’aritmia più rischiosa, ossia la Fibrillazione Ventricolare (FV), mentre le CTE servono a conservare vitali il cuore ed il cervello della persona colpita da ACC. 

La rapidità dell’intervento è dunque salvifica: per imparare le manovre di base di rianimazione cardiopolmonare tramite il corso di BLS-D Laico bastano alcune ore di formazione, fondamentale per fornire alle persone comuni la possibilità di fare la differenza e salvare vite umane. 

                                                                                                 


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